Mar 16/04 2024 21:00

Tutto sua madre

Spettacolo teatrale tratto da “Les garçons et Guillaume, à table!” di Guillaume Gallienne
con GIANLUCA FERRATO
Tutto sua madre
Spettacolo Teatrale
Teatro Comunale di Ovada

Spettacolo teatrale tratto da “Les garçons et Guillaume, à table!” di Guillaume Gallienne

con GIANLUCA FERRATO
Regia di ROBERTO PIANA

Traduzione dal francese ANNA D’ELIA
Adattamento drammaturgico TOBIA ROSSI
Assistente alla regia ANGELO CURCI
Scene YASMIN POCHAT
Costumi AGOSTINO PORCHIETTO
Light designer RENATO BARATTUCCI
Wallpaper designer SIMONE GUIDARELLI
Illustratore MATTHEW LA CROIX

Questo esilarante, sottile, profondo monologo, è talmente ricco di personaggi da sembrare una commedia. La particolarità è che tutti questi personaggi, sono interpretati da un unico attore in una sorta di girandola da trasformista della parola e della voce. Dunque, una straordinaria prova d’attore. O meglio, una grande opportunità. É un testo nel quale si ride tanto, si fanno le dovute rifessioni sui condizionamenti familiari e si capisce come qualsiasi (ri)nascita, sia provvidenziale, auspicabile o addirittura necessaria, anche quando si tratta di un coming-out
al contrario. Quello di Guillaume, il protagonista della storia. L’equivoco infatti, si crea già nel titolo, non tanto in quello cinematografico, “Tutto sua Madre”, ma nell’originale teatrale, “Les garçon et Guillaume, à table!”, perché i garcons, cioè i ragazzi, che altro non sono se non i fratelli di Guillaume, sono maschi, belli, e testosteronici, mentre lui, Guillaume è l’esatto contrario.

Inviso al padre e ai fratelli, si ritroverà così ad imitare e a far vivere tutte le donne che ha immaginato o conosciuto, diventando via via la Principessa Sissi, l’Arciduchessa Sofa, una perfetta ballerina andalusa, sua nonna, sua zia. Insomma ogni donna che osserva o che ammira. Ma più di ogni altra cosa, si trova a compiacere e a idolatrare sua madre, alla quale vuole dimostrare di essere unico. In questa perenne ricerca, Guillaume prova lui stesso a diventare la madre in ogni sua sfumatura, in ogni sua caratteristica; per questo la famiglia lo considera effeminato. Nonostante trucchi e moine, crisi d’identità, principesse e svolazzi, esilaranti malintesi, la sua vera natura emergerà in una sorta, appunto, di coming-out all’incontrario. La storia prenderà una piega bizzarra e imprevedibile, che lo condurrà finalmente ad incontrare una ragazza, la “sua” ragazza con cui scoprire finalmente la possibilità di avere un amore…diverso. E reale, quello che lui ha sempre desiderato. Lo spettacolo è soprattutto la storia di un ragazzo e poi di un uomo che, attraverso peripezie e avventure, cerca di affermare la propria identità sessuale in una famiglia che, invece, lo aveva frettolosamente catalogato come omosessuale.

È questa la prima volta in assoluto che lo spettacolo viene tradotto e presentato in Italia con una produzione che si avvale dell’interpretazione di Gianluca Ferrato, la traduzione di Anna D’Elia, l’adattamento drammaturgico di Tobia Rossi e la regia di Roberto Piana.